Vacanza in montagna: attenzione a chi soffre di ipertensione

Articolo pubblicato sul quotidiano La Nazione del 07/04/2019 a cura di Loredana Del Ninno

I pazienti soggetti a ipertensione o a patologie cardiovascolari diretti verso mete prossime ai duemila metri dovranno prevedere qualche attenzione in più. Lo suggerisce uno studio condotto da Gianfranco Parati, docente di medicina cardiovascolare all’Università di Milano-Bicocca, direttore scientifico dell’Istituto auxologico italiano e primario della cardiologia al San Luca di Milano.

Professore, cosa afferma la ricerca? «Lo studio che abbiamo condotto su volontari sani ha dimostrato che più si sale in montagna e più la pressione aumenta. Precedenti ricerche hanno evidenziato l’incremento progressivo su altezze superiori ai 2500 metri, l’incidenza è stata ora dimostrata anche per altitudini intorno ai 2000 metri, convenzionalmente considerate ‘altezze moderate».

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Le conseguenze dell’ipertensione

L’ipertensione è un serio disturbo della nostra salute che non deve essere sottovalutato non solo perché la pressione alta può causare molti disturbi già da sè, ma anche perché una ipertensione non curata può portare a malattie ancora più gravi.

Spesso definisco l’ipertensione come un disturbo di mezzo, perché deriva da alcuni comportamenti o stati di salute già disturbanti, ma a sua volta non è che uno stato che può portare ad altri gravi problemi di salute.

Le cause di ipertensione, abbiamo già visto, sono lo stress, gli alcolici, la cattiva alimentazione, il fumo, il tè ed il caffè, scarsa attività fisica, l’obesità e l’uso improprio del sale da cucina. Tutte cattive abitudini che con un po’ di volontà si possono superare per non cadere nel pericolo di ipertensione.

Se invece purtroppo si soffre già di ipertensione non bisogna pensare che tanto, con una piccola pillola la mattina appena alzati, il problema è presto superato. L’ipertensione non curata porta a malattie veramente gravi.

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L’Effetto Camice Bianco nella misurazione della pressione

Con effetto camice bianco si indica la possibilità che le analisi mediche ed i relativi parametri siano alterati dalla paura che ha il paziente del medico o del suo responso. Ansia, maggiore frequenza cardiaca, sudorazione, respirazione accelerata sono tutte possibilità che si possono manifestare davanti al giudizio del medico e che ne possono alterare le conclusioni.

Specialmente durante la misurazione della pressione, l’ansia, l’aspettativa di aver migliorato con i farmaci la propria pressione sanguigna, o peggiorata, la paura dell’ipertensione, in generale i pensieri che ci prendono durante quel minuto di silenzio durante il quale il nostro medico usa lo sfigmomanometro possono sicuramente influire sulla misurazione e fornire al medico ed al paziente dei risultati alterati.

Il medico preparato terrà sempre conto dello stato di ansia del suo paziente nel momento della valutazione della misurazione effettuata.

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Yogurt benefico per l’ipertensione

Un consumo regolare di yogurt e di alimenti fermentati come i crauti potrebbe limitare gli effetti dell’eccesso di sale nell’organismo.

Grazie ai probiotici che riequilibrano la flora intestinale si possono, infatti, reintegrare i batteri che il sale riduce. La ricerca della Stanford University condotta su individui di sesso maschile con un’alimentazione ricca di sale di età compresa tra i 18 e i 50 anni, ha dimostrato che il consumo di una comune bevanda allo yogurt ricca di probiotici favoriva una considerevole riduzione dell’ipertensione arteriosa.

Risultati analoghi sono stati ottenuti ripetendo l’esperimento sui topi. Questo non significa che ci si debba sentire autorizzati a consumare quantità spropositate di cibi salati.

Ma riscontri di questo genere, una volta approfonditi e confermati, potrebbero rivelarsi di estrema rilevanza nell’ottica della salvaguardia della salute del nostro organismo. Continua a leggere →