Con l’inverno aumentano i rischi di ipertensione

L’inverno può rivelarsi un vero nemico per chi soffre di ipertensione, perché il freddo intenso provoca un aumento della pressione arteriosa.

Il freddo influisce sui valori pressori a causa del suo effetto vasocostrittore, per cui determina un aumento delle resistenze vascolari periferiche, con il conseguente incremento della pressione sistolica.

Per questo motivo ai pazienti ipertesi è fortemente raccomandato un controllo costante di massima e minima durante tutta la stagione fredda o se si va in vacanza in località caratterizzate dalle basse temperature. Continua a leggere →

Yogurt benefico per l’ipertensione

Un consumo regolare di yogurt e di alimenti fermentati come i crauti potrebbe limitare gli effetti dell’eccesso di sale nell’organismo.

Grazie ai probiotici che riequilibrano la flora intestinale si possono, infatti, reintegrare i batteri che il sale riduce. La ricerca della Stanford University condotta su individui di sesso maschile con un’alimentazione ricca di sale di età compresa tra i 18 e i 50 anni, ha dimostrato che il consumo di una comune bevanda allo yogurt ricca di probiotici favoriva una considerevole riduzione dell’ipertensione arteriosa.

Risultati analoghi sono stati ottenuti ripetendo l’esperimento sui topi. Questo non significa che ci si debba sentire autorizzati a consumare quantità spropositate di cibi salati.

Ma riscontri di questo genere, una volta approfonditi e confermati, potrebbero rivelarsi di estrema rilevanza nell’ottica della salvaguardia della salute del nostro organismo. Continua a leggere →

Nuovi valori per la pressione arteriosa

Presentate al congresso dell’American Heart Association e pubblicate in contemporanea su Hypertension  Journal of the American College of Cardiology,  le nuove linee guida sull’ipertensione americane (AHA, ACC) che rappresentano il primo aggiornamento dopo 13 anni. Rispetto all’edizione 2003 del JNC7, scompare la categoria della ‘pre-ipertensione’ (in precedenza indicata da valori di 120-139 mmHg per la sistolica e 80-89 mmHg) e si abbassa il livello di normalità, non più 140/90, ma 120/80 mmHg.

Questo nuovo cut-off dei valori di normalità, arruolerà nella già nutrita schiera degli ipertesi un 14% in più di pazienti (gli ipertesi stelle e strisce passano così dal 32% al 46% della popolazione), la maggior parte dei quali gestibili però con un accurato counselling sugli stili di vita, più che con farmaci antipertensivi. A triplicare saranno soprattutto gli ipertesi under 45, mentre le donne classificate come ipertese in questa fascia d’età raddoppieranno. Continua a leggere →

Ipertensione e obesità

L’obesità aumenta il rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari.

Uno studio condotto dalla Società Italiana di Pediatria su 1700 bambini, che sono stati seguiti dalla nascita fino ai 18 anni, ha mostrato che il 30% dei bambini obesi ha valori della pressione anomali e che, in conclusione, i bambini obesi hanno un rischio di soffrire di ipertensione arteriosa di 5 volte superiore rispetto ai coetanei normopeso.

I dati mostrano sin dai primi anni di vita anomalie nei valori della pressione sanguigna che impongono un rapido intervento da parte dei genitori nel modificare stile di vita e dieta. Continua a leggere →